Dal pescatore al consumatore, i gruppi d’acquisto del pesce
Si diffondono anche in Italia le Community Supported Fishery, un impulso all’economia locale e una garanzia di tutela ambientale.
Secondo stime recenti, la pesca di piccola scala contribuisce alla produzione ittica mondiale in una percentuale superiore al 50%. Tuttavia, nonostante i benefici economici, ambientali, sociali e nutrizionali, e i forti valori sociali e culturali, le comunità di pesca tradizionale di piccola scala si trovano spesso a dover fronteggiare situazioni di estrema precarietà.
In agricoltura, una delle possibili soluzioni è rappresentata dai sistemi di Community Supported Agriculture (Csa), basati sull’alleanza tra uno o più coltivatori e un gruppo di consumatori. In pratica i consumatori concordano periodicamente, con uno o più produttori, quantità e prezzo dei prodotti disponibili, impegnandosi a pagarli in anticipo, e i produttori consegnano poi secondo stagione con una periodicità concordata. Un modello che si sta diffondendo anche nel mondo della pesca, dove iniziano a comparire esperienze di Community Supported Fishery (Csf).
Se i gruppi di Csa possono incoraggiare pratiche di agricoltura sostenibile e proficua, le attività di Csf possono fare lo stesso per la pesca. L’iniziativa si fonda sul principio secondo cui le persone – che siano pescatori costieri o consumatori locali – giocano un ruolo chiave nella creazione di soluzioni che possano favorire lo sviluppo di economie locali, incoraggiare una gestione ambientale sostenibile e tutelare la salute delle comunità.
Dall’Italia riportiamo l’iniziativa del progetto Fish Box nato per diffondere il consumo consapevole di pesce e accorciare la catena distributiva. L’azienda si rivolge a gruppi di acquisto di quartiere o aziendali, Gas, associazioni e realtà operative nel mondo del biologico. Il “Box” è costituito da una cassetta ermetica contenente 2 kg di pesce fresco dell’Adriatico, acquistato dai responsabili di Fish Box direttamente sulla banchina di Termoli, garantendo che ci sia solo pesce di stagione e pescato con tecniche tradizionali.
Nelle Marche è Assimpesca che organizza la vendita diretta del pescato. L’associazione riunisce 120 pescherecci, si occupa di raccogliere le ordinazioni anche di piccoli quantitativi, confeziona il pesce fresco a bordo e lo vende direttamente al consumatore finale sulle banchine.
Anche negli Stati Uniti, sono diverse le realtà di successo in questo settore, sia sulla costa orientale sia su quella occidentale. È il caso, del progetto Walking Fish, in cui i consumatori che aderiscono ricevono, in cambio del pagamento anticipato, la quantità concordata di pesce locale, consegnato fresco una o due volte la settimana. Il progetto è stato un tale successo che tutto il pescato della stagione invernale 2011 è andato esaurito. Sulla stessa linea si sta sviluppando anche lo Slo Fresh Catch lungo le coste della California.
Elisa Bianco
e.bianco@slowfood.it
